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L’uomo che volava basso


Era appena entrato nell’hotel quattro stelle più una stella cadente che aveva prenotato prima di partire... il perfezionista...

Volava... Mica tanto... diciamo centoquaranta centocinquanta con un occhio alla strada, uno agli autovelox e uno all’econometro chè i buoni benzina sembrano gratis ma, vi assicuro, non lo sono affatto...

Quanto al quarto occhio... beh... lui guardava la scatola fusibili... ma non fatemi entrare in particolari prematuramente onde evitare la caduta di stile dopo solo sette righe...

Arrivato nella piazza principale si era diretto verso un pub irlandese verosimilmente chiuso e aveva ordinato una pinta di Devil’s Kiss... Rossa edimburgica da nove degrees da sorseggiare appena sulla soglia per gustare il meraviglioso sole stranamente marzescente che costringeva le donne a sfogliarsi degli strati messi la mattina presto.

La moda del momento le voleva, d’accordo, con pantaloni di pelle e stivali dalla punta acuminata... che i poveri piedini stavano con le dita costrette in pochi centimetri di spazio utile... ma era la MODA, cazzo!

Alcune con minigonne e calze coprenti evidenziavano il disagio del sudore assai poco stagionale che si fermava tra inguine e coscia... ma Lui che se ne accorgeva lo avrebbe assai piacevolmente rimosso con l’ausilio delle papille gustative...

Intanto sorseggiava Devil’s Kiss insofferente e distratto dal sole che lo abbacinava dal suo caldo marzescente...

Erano solo le due del pomeriggio e fino alle sette, sette e trenta (ora del suo appuntamento) doveva ancora passarne di tempo...

D’accordo, era lì per lavoro, ma non sarebbe stato impegnato fino alle quindici del giorno dopo...

Amava essere sul posto in anticipo. Così, per studiare la situazione, scoprire le strade e sperimentare vie di fuga...

In quell’occasione avrebbe voluto disporre di una moto... si immaginava per le vie del centro storico, via Idomeneo angolo Porta Rudiae, dove solo il rombo di uno scarico in carbonio poteva risvegliare il sonno lavoratore di Architetti e Antiquari... ma la sua macchina col campionario era l’unico mezzo a sua disposizione per la sua "missione"... né alcun fantomatico "Q" avrebbe fornito nessuna Aston Martin o Speed Triple per sfuggire a perfidi e incogniti accarezzatori di Persiani Placidi o uomini dalle dita d’oro neanche fossero novelli Mida.

Beh, quella sera avrebbe incontrato Daniela, sulla carta Universitaria Vogliosa disposta ad ospitare, solo puliti e faccendieri... uomini di mezza età dalle mance generose... si sa... l’università costa e tutte le giovani studentesse trovano un lavoro per dare una mano a casa...

Daniela non era lì per caso...

Non certamente una di quelle che si alternano tra coetanei prestanti che vanno a nuoto ogni martedì e pelati commercialisti il mercoledì e venerdì prima di tornare a casa...

Lei era segnalata dall’Associazione... e questa era una Garanzia!

Con quattro stelle, e questa era una certezza!

Altre volte lui si era servito della Guida e si era spinto lontano dal sereno e mediocre standard delle prestazioni della moglie che lo aspettava a casa...

Una telefonata tutte le sere e "Sai com’è, qui non c’è niente da fare... stasera sono tanto stanco che ceno e vado a dormire, tanto mi riposo e sono fresco per l’incontro con il cliente domani mattina. Poi parto e vado a Bari per quella convention sull’ergonomia del deflussore idro-pneumatico dei sanitari per Comunità... Hehehe, lo so che non capisci... ma è il mio lavoro, l’aggiornamento è tutto... si, si, se no ce lo scordiamo l’appartamento a Copanello vicino al mare e proprio sullo stesso pianerottolo di Candida e zia Pina... ma si che la settimana prossima ci andiamo per vedere la casa... no, no che non mi dimentico,lo porto un regalino alle nipotine... si che sto attento e mi ricordo che sono grandi e non le piacciono più le bambole... macchè vita e vita... Bari è solo un dormitorio... ci saranno solo colleghi e studenti universitari..."

Proprio a Bari  l’altr’anno, in sede di discussione di Ergonomia e Miscelatori per docce e Disabili che un suo collega Rappresentante, concessionario per Lazio e Umbria, gli aveva regalato un biglietto da visita della organizzazione di cui faceva parte da poco più di un anno. Prometteva relax e divertimento per uomini di mezz’età come loro che, viaggiando spesso per lavoro, si concedevano svago a pagamento con giovani ragazze "fuori sede".

Una doccia veloce per eliminare gli aspetti negativi della camicia e della cravatta su da tutto il giorno e due finti piegamenti per rassodare la pancetta dovuta a pranzi e cene fatti in mezz’Italia secondo un’altra guida, quella delle trattorie consigliate dal Gambero Rosso. Uno sguardo fugace ai punti neri allo specchio e sette manovre per far uscire la BMW nera (chi diceva che le BMW nere sono macchine da duri?!) dal garage dell’albergo ed era nel centro storico, nei pressi del viale dell’università con una mezz’oretta di anticipo. La occupò cercando un fioraio. Acquistò un mazzolino di margherite e gladioli con un bel mezzo chilo di quell’erba che i fiorai mettono per tappare i buchi e tergiversò un bel po’ prima di telefonare, col cellulare aziendale ovviamente, alla ragazza per sapere se tutto era a posto.

"Tutto a posto? Si, si che mi piacciono le sorprese... se ospiti un’amica calabrese non mi tiro certo indietro... ma dai, non ti preoccuperai per un supplemento?! Solo vorrei essere sicuro che questa tua amica sia fidata... che sappia quali sono le regole del gioco... dai, salgo tra dieci minuti... via Di Valesio 10? Aspettatemi solo dieci minuti."

Neanche nelle sue fantasie satiro\proletarie più spinte aveva fantasticato di una laureanda e una matricola in un solo letto e con lui come ciliegina sulla torta... aveva bisogno di bere.

Nel Bar dell’Ateneo tutti ragazzi sui vent’anni e un barman poco meno che diciottenne. Ordinò del Pernod liscio e quasi non si stupì che la bottiglia fosse tra le più in alto... quasi ornamentale.

Due, tre e, appena un po’ dissociato, bussò al portoncino di via Di Valesio.

Al 10.

Aprì verosimilmente Daniela, ventiquattrenne tutta Belle Arti, nuoto e depilazione. Vestaglia semiaperta e lingerie di marca... bella come le quattro stelle della guida delle "Fuori Sede" che le si attribuivano. Salirono le scale che si inerpicavano, subito dopo il portoncino, verso l’appartamento... una stanza con mobili arte povera e tavolo a penisola con angolo cottura. Il balconcino di stile Pugliese aperto a sottolineare il caldo marzescente  che, come il Pernod, ottenebrava le menti e le tende di cotone leggero che si muovevano leggere.

"Aspettiamo la mia amica, ti va? Intanto beviamo qualcosa? Alcolico o un caffè?"

"Va bene un caffè, grazie... sai che sono un po’ agitato al pensiero di voi due e me...."

"Non sarà la prima volta?!" e rise scoprendo la coscia fin dove poteva ancora chiamarsi coscia...

Dopo il caffè "alla leccese"... ghiacciato e schiumoso... andarono in camera da letto, scostarono la chitarra classica Takamine veramente felice di essere percorsa dalle belle dita affusolate della leggiadra e cominciarono con i preliminari mentre attendevano la terza.

Arrivò, arrivò eccome... e si sdraiò accanto a loro in tutto il suo splendore di diciottenne gioiosamente bisex e compiaciuta del suo ruolo di lolita prezzolata... e se si sentiva quasi a casa era perché il Nostro, che tutt’a un tratto sbiancò e perse tutto il suo turgore virile, era il suo caro zietto acquisito...

E lei la figlia della zia Pina di Copanello.

Non le avrebbe portato bambole la settimana seguente, e non perché aveva avuto la riprova che non era più in età da bambole...

"Pronto, amore... guarda che ho appena ricevuto la telefonata del mediatore di Copanello... ma si, quello che ci aveva promesso la casa di fianco alla zia Pina... si, il problema è che la vendono al figlio di quello del terzo piano... non ho potuto fare niente. Si, in qualche modo fitteremo la solita casa a Copanello... si, lo so che è lontana da zia Pina... io non so se potrò raggiungere te e i ragazzi... sai, mi hanno proposto un corso di aggiornamento qui a Bari...

 

Emiliano La Spina


 
Pubblicato il 15 Febbraio 2003
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