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Recensione del libro "Senza fine"
Dopo aver letto i primi due capitoli in anteprima sul sito dell’editore mi
sono incuriosito ed ho acquistato, in prevendita, (sul sito http://www.altromondoeditore.com/shop/home/detail/525)
il libro 'Senza fine'.La lettura è stata resa fluida
grazie allo stile utilizzato, veloce ma attento ai particolari, tra i vari capitoli
del romanzo c’è la continuità narrativa e la capacità di aver detto sempre
tutto a meno di un dettaglio che ti aspetta nel capitolo successivo.La storia comincia e si sviluppa come un noir,
ma poi cambia, si evolve, diventa qualcos’altro. Questa metamorfosi è graduale
e sorprendente, si resta colpiti, anche violentemente, nel
leggere e immaginare.Nei primi due capitoli, che si
potevano leggere in anteprima scaricandoli da internet, c’è la
prima chiave della storia. Un certo professor Lubkov
avvisa che il protagonista, Alex, 'potrebbe sviluppare il cervello in modo
pesantemente asimmetrico'. Nel geniale protagonista c’è poco equilibrio e
grazie ad una situazione estrema e totalmente casuale si rompe definitivamente,
giunge, infatti, imprevista la spinta decisiva, necessaria e sufficiente a far
azzerare le probabilità di un riscatto benefico. Alex viene lasciato andare
lungo una discesa che non ammette possibilità di frenata e che può
terminare solo con la fine... della storia. Sottolineo subito la somiglianza
tra Alex e il protagonista di 'Arancia Meccanica', omonimo che ascolta musica
classica. Non so se è stata una scelta voluta dell’autore, comunque sia il
paragone, anche nei modi di fare, è molto evidente. Interessante lo
sviluppo della trama lungo le vie di Napoli, per chi ha vissuto ed esplorato
quei luoghi risulterà evidente la coerenza nel citare
posti e località. Per chi non vi è mai stato la sensazione forse
sarà quella di non volerci andare mai. Come tante città italiane, Napoli
porta con se paesaggi stupendi, costruzioni storiche meravigliose ma al
tempo stesso ospita luoghi che potevano essere presi a modello per i
peggiori gironi dell’inferno.E
il percorso del protagonista è proprio simile a quello dei gironi infernali,
con l’eccezione di vivere l’esperienza nei panni di un demone che punisce i
condannati per i loro peccati. Alex osserva meticolosamente i suoi avversari e
tutti coloro che gli stanno intorno e li condanna, a modo suo, a fare una fine
orribile, la sua stessa fine. E’ bene precisare che il carattere del
personaggio non cambia particolarmente durante il corso della storia, Alex e il
suo fedele amico Alfredo sono così come sono, non saranno gli eventi a cambiare
il modo di operare e di fare esperimenti. Però le scelte estreme sono conseguenza
dell’incontro con la malattia e la morte. Qui c’è la seconda chiave del
romanzo, perché quando la signora con la falce arriva nessuno può far a meno di
seguire la sua volontà. A parte Alex, che tenta di ridurre la morte a
spettatrice, spostando le sue attenzioni sulla malattia che si può conoscere,
combattere, alleviare, allontanare, per recuperare tempo e pianificare la morte.Inizialmente sembra esserci
uno scopo nelle azioni del protagonista, la rivalsa e la vendetta, sono
qualcosa di estremamente logico, per quanto barbaro possa essere il modo di
realizzarle. Nel prosieguo il resto è irrazionalità per chiunque cerchi di
seguire un ragionamento logico, sensato, che abbia delle regole. Alex
pianificherà gli eventi, non solo suoi ma anche di gli
sta attorno, di chiunque sia abbastanza vicino da essere a portata di tiro, in
alcuni casi 'esaltando al massimo il concetto di casualità'.In questa rinnovata
bolgia infernale Alex richiama a se l’amico di sempre, Alfredo, il braccio
pulsante a servizio della mente. Alfredo è un personaggio che trasuda
misticismo, coltiva una fede assoluta per il suo compagno di giochi Alex. La
presenza di Alfredo è un punto di svolta, da quel momento la storia prende le
fattezze di un porno pulp. L’aggressività, la sessualità e la violenza
formeranno uno sfondo omogeneo, i coprotagonisti e le comparse, nonostante
cerchino di elevarsi, verranno ingoiate dal dipinto e spinte nel fondo scuro e
poco nobile. Le indagini dell’ispettore, coadiuvato dai due giornalisti sono
gradevoli boccate d’ossigeno per chi non è abituato a tali letture, come tirar
fuori la testa per un attimo da un secchio di catrame. Scorrendo la storia
tutti rientreranno nel circolo gravitazionale del protagonista che pur non
essendo il centro dell’universo, ingabbia le persone intorno a se per
diventarlo. Pur ritenendo la trama originale, critico
l’aspetto eccessivamente pulp che, per mio gusto personale, non è
accettabile, altresì le descrizioni troppo realistiche di fatti che
possono essere presi ad esempio da troppo attenti lettori. Se l’essere
costellato di scene forti, violente, che in alcuni casi sconquassano l’animo, è
una scelta che narrativamente seduce, critico
l’esagerazione non del protagonista della storia ma dell’autore ad un uso
eccessivo di tali immagini, in alcuni casi sono solo un esercizio di scrittura,
tant’è che sembrano fuori trama. D’altronde, è anche vero, che si possono
scorgere momenti che sembrano tratti da film di Tarantino e spunti amarissimi
resi dall’utilizzo della maschera di pulcinella degna di rappresentare l’anima
del romanzo, e di una città intera, apertamente piacevole e ammaliante,
segretamente violenta e tracotante. Un ultima
nota riguarda la terza chiave per comprendere il senso del libro, la frase
'Qual è il tuo scopo nella vita?' che il protagonista rivolge praticamente a
tutti, tranne a se stesso, come se fosse l’unica domanda a cui la sua
stupefacente intelligenza non sia in grado di trovare risposta. Pertanto
rimbalza 'senza fine', da un posto all’altro, da una persona all’altra, da un
esperimento all’altro e quando sembra che stia per esaurire l’energia per
rimbalzare cerca di darsi lo slancio per un altro colpo, rendendo il rimbalzare
indefinito e madido di conseguenze per chi credeva che invece fosse ormai
giunto al capolinea. Operando senza un fine. Questo libro lascia spazio a tanti spunti di osservazione, il rapporto con i
colleghi di lavoro, il rapporto con le donne relativamente ai vari personaggi,
le storie collaterali dei coprotagonisti. Ritengo sia un romanzo poco
adatto ai cuori teneri, ed alcuni argomenti non sono da salotto, spinge a
calarsi in una realtà al limite che, piaccia o meno, è
ben rappresentata.
Gennaro Capone
La recensione è stata pubblicata anche sul sito.
http://officinaeditoriale.altromondoeditore.com/
Gennaro
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